“Mater Gratiae, intercede pro nobis”: una nuova produzione della Cappella Musicale della Cattedrale di Macerata
Con Mater Gratiae, intercede pro nobis la Cappella Musicale della Cattedrale di Macerata ha presentato una nuova produzione dedicata ai canti della devozione e della preghiera mariana, proposta nella primavera 2026 in due differenti contesti: il Santuario della Madonna delle Grazie di Jesi e il Santuario della Madonna di Guadalupe di Corridonia. Pur mantenendo invariata la struttura del progetto, le due esecuzioni hanno assunto una propria identità interpretativa, mettendo in luce differenti possibilità di lettura dello stesso itinerario musicale. L’iniziativa si colloca nel percorso che la Cappella Musicale conduce da anni accanto al servizio ordinario della liturgia cattedrale: un lavoro di studio, ricerca e valorizzazione del repertorio sacro che trova nella forma del concerto uno spazio ulteriore di elaborazione artistica. La tradizione musicale ecclesiale non viene qui semplicemente trasferita fuori dal contesto celebrativo, ma diventa materiale vivo per costruire proposte autonome, capaci di coniugare rigore storico, consapevolezza liturgica e qualità esecutiva.

Il programma è concepito come un vero itinerario di preghiera. L’apertura è affidata al canto dell’Angelus, che introduce l’ascoltatore nella dimensione contemplativa del concerto e ne stabilisce immediatamente il carattere spirituale. Da qui il percorso attraversa il canto gregoriano – con alcune tra le principali antifone mariane della tradizione latina – e i repertori della devozione popolare sviluppatisi tra XIX e XX secolo, nei quali la maternità di Maria si esprime come partecipazione al mistero della salvezza e come mediazione orante che conduce la Chiesa alla lode del Dio trinitario. All’interno di questa costruzione il momento conclusivo assume un significato particolare: il Magnificat non rappresenta soltanto l’ultimo brano del programma, ma il punto di approdo dell’intero percorso. La preghiera inaugurata dall’Angelus trova compimento nel cantico evangelico di Maria, nel quale la dimensione devozionale si apre alla lode ecclesiale. Le due esecuzioni hanno però sviluppato questa conclusione attraverso scelte musicali differenti.
A Jesi, con la partecipazione all’organo di Marco Agostinelli, il progetto ha privilegiato una concezione fortemente legata alla prassi organistica liturgica. Gli interventi strumentali – costruiti attraverso intonazioni, improvvisazioni, preludi e postludi – hanno generato continuità tra le diverse sezioni del concerto, accompagnando il passaggio tra i repertori e creando un tessuto musicale unitario. In questa prospettiva il Magnificat è stato presentato secondo la prassi dell’alternatim, con il Magnificat primi toni (BuxWV 203) di Dietrich Buxtehude intrecciato all’esecuzione corale del tono primo gregoriano, recuperando una modalità storica nella quale organo e voce condividono il canto del testo evangelico.

A Corridonia, invece, la collaborazione con Daniela Ceschini ha orientato la dimensione organistica verso una diversa soluzione interpretativa. Al posto dell’improvvisazione, gli interventi strumentali sono stati affidati a pagine di repertorio selezionate per relazione formale e stilistica con i brani corali, creando un dialogo costruito attraverso affinità musicali e timbriche. In coerenza con questa scelta, il momento conclusivo è stato affidato a un Magnificat in falso bordone della recente composizione di Piers Connor Kennedy, che ha riproposto il testo evangelico attraverso una scrittura essenziale e corale, offrendo una lettura contemporanea di una tecnica storicamente radicata nella pratica liturgica.
Con Mater Gratiae, intercede pro nobis la Cappella Musicale della Cattedrale di Macerata conferma così una vocazione che le è propria: non limitarsi alla custodia del patrimonio musicale liturgico, ma renderlo generativo, capace di trasformarsi in produzione artistica e culturale di qualità, nella convinzione che la musica sacra continui ancora oggi ad essere uno spazio vivo di ricerca, interpretazione e bellezza condivisa.



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