Dalle Marche alle Fiandre: diario di un viaggio polifonico. Parte 1
Il coro crea molte possibilità ed una fra tante è quella di poter viaggiare all’insegna della musica, se poi è anche l’Europa ad incentivare questa esperienza ancora meglio!
La Corale Daltrocanto di Montecosaro (MC) ha colto proprio questa occasione: ha potuto viaggiare all’estero, sfruttando il programma europeo Erasmus+.
Questo programma di mobilità è conosciuto nell’ambito della formazione scolastica, dalle scuole superiori all’università, ma pochi sanno che non è rivolto solo ai giovani, bensì anche agli adulti che seguono un percorso di educazione. La nostra associazione musicale, infatti, è nata grazie al COM (Corso di Orientamento Musicale) che la nostra regione ogni anno mette a disposizione per cori e bande, dando così all’attività corale non solo uno modo per sostenersi, ma anche un taglio educativo, di formazione continua per gli adulti che vi partecipano. Grazie proprio a questa caratteristica siamo riuscite ad entrare nel programma Erasmus+.

Ma partiamo dal principio: da dove nasce l’idea?
L’idea principale nasce dall’esigenza di voler approfondire con il coro la musica polifonica rinascimentale, sia italiana che straniera, attraverso gli occhi del mondo, e non solo quelli da maestra profondamente appassionata del genere, cercando di scardinare quelle credenze “popolari” che dipingono questa musica come noiosa, vecchia e poco piacevole. Sì, lo so, fortunatamente questa idea sta cominciando a scomparire… ma ricordiamo sempre che a volte i cori non professionistici sono formati da persone che non sono proprio avvezze a cercare “Monteverdi” su YouTube e che alle scuole medie l’unica storia studiata è quella dagli Egizi alla Seconda guerra mondiale. Anche solo portare le ragazze ad un festival di musica rinascimentale non sarebbe bastato per far loro apprezzare davvero questa musica. E allora perché non proviamo a far loro vivere i luoghi dove questa musica è nata e si è diffusa? Proviamo ad organizzare un viaggio in Belgio?
Il guizzo geniale è della nostra Presidente Katia Marcucci, la quale grazie alla sua professione di insegnante di scuola secondaria, è già parte di questo mondo fatto di viaggi studio tra paesi dell’Unione Europea.
Non mi dilungherò ora a spiegare l’enorme macchina burocratica che deve essere azionata per organizzare un – seppur piccolo – progetto di mobilità, ma vi elencherò brevemente le tempistiche ed i punti fondamentali.
PRIMI 6 MESI: Preparazione del progetto e pubblicazione delle graduatorie.
Sono quattro gli step fondamentali per accedere al programma Erasmus+:
– Rendere l’idea concreta: Cosa vorresti, cosa andresti a fare nel paese ospitante, quali sono i tuoi obiettivi di formazione e quale istituzione straniera ti può fare da “garante”
– Accreditamento: Registrarsi sulle piattaforme online di Erasmus+, Indire, Epale e fornire tutta la documentazione, dallo statuto a tutti i conti economici dell’Associazione.
– Attendere le verifiche: La Commissione Europea predisposta vaglierà nei minimi dettagli il progetto e verificherà che l’Associazione abbia tutti i requisiti per poter accedere al programma.
– Attendere le graduatorie: Se tutto andrà a buon fine il tuo progetto sarà pubblicato nelle graduatorie nazionali e finalmente si potrà cominciare ad organizzare il viaggio, il corso di formazione e gli eventi di “disseminazione”.
SUCCESSIVI 6 MESI: Programmazione del viaggio, mobilità e corso di formazione.
Non appena Erasmus+ accetterà il tuo programma, avrai già circa l’80% del budget economico accreditato. Questo ti permetterà quindi poter iniziare a prenotare aerei, treni, hotel, pasti e a pagare i docenti che terranno i corsi di formazione. Quindi si può finalmente partire!
ULTIMI DUE MESI: Fase di Disseminazione, ovvero metti in mostra i tuoi risultati.
Tornati dal viaggio quindi si entra nella fase finale: organizzare un evento che possa arricchire il territorio e che dimostri i risultati ottenuti dalla formazione. Nel nostro caso abbiamo organizzato un weekend di convegni e concerti, con ospiti illustri (italiani e belgi) e repertori poco usuali. In più produrremo una pubblicazione che racconti nei minimi dettagli tutto il nostro progetto.
Ed eccoci finalmente al clou: il nostro viaggio!

Prima di partire: prepariamo un bagaglio musicale!
Innanzi tutto abbiamo avuto un primissimo contatto con la Federazione dei Cori belga: la Koor&Stem, la quale ci ha gentilmente fatto da “Istituzione partner”. Grazie al suo presidente Jeroen Keymeulen abbiamo potuto iniziare a destreggiarci nella coralità belga, conoscendo docenti, cori, festival e fondazioni.
Annoveriamo quindi la più importante associazione belga di musica polifonica rinascimentale: la Alamire Foundation che ci ha permesso di contattare il prof. Antonio Chemotti, docente italiano ma da 3 anni titolare della cattedra di musicologia dell’Università di Leuven (Lovanio).
È stato proprio lui che ci ha dato il la facendoci conoscere, e quindi studiare, i Balletti a 3 voci, con li suoi Versi per cantare, sonare et ballare di Giovanni Giacomo Gastoldi da Caravaggio.
Un lavoro di ricerca, ricostruzione e adeguamento da 3 voci miste (o maschili) a 3 voci femminili.
Abbiamo scelto, come oggetto del nostro studio, la versione ristampata più volte ad Anversa nel 1606, testimonianza che Gastoldi ebbe un notevolissimo successo nelle Fiandre. Inoltre, per un’esperienza ancora più immersiva, abbiamo studiato ogni brano nella sua stampa originale, leggendo direttamente dai libri-parte in notazione antica. Uno sforzo, vero, ma che ha permesso alle ragazze, assolutamente non musiciste, di concentrarsi nella lettura e nella comprensione del pentagramma.
Con questo primo bagaglio musicale siamo finalmente partite lo scorso 16 agosto dalla stazione ferroviaria di Civitanova Marche (MC) e dopo ben 5 treni e 26 ore di viaggio abbiamo potuto dire “Siamo arrivate a Bruxelles!”. Il perché abbiamo scelto di viaggiare in treno… troppo lungo da spiegare, proviamo a darvi un’idea: Viaggio green.
Il nostro soggiorno belga ha avuto una tabella di marcia davvero impegnativa e tutta la formazione si è articolata in 5 giorni di studio intenso, visite guidate, mostre e musei.

Bruxelles: il Parlamentarium, la Casa della storia europea e la KBR
Prima di essere musicisti siamo cittadini europei. Bruxelles è la sede del Parlamento Europeo e la nostra formazione non poteva escludere due luoghi importantissimi: Il Parlamentarium e la Casa della Storia Europea. Due mostre permanenti ma in continua evoluzione che raccontano non solo la nascita e lo sviluppo dell’Europa come forma politico-economica, ma anche la storia del “continente europeo” come insieme di tutti i popoli che in esso vivono. Un viaggio interessantissimo che ha risvegliato in tutte noi una forte coscienza sociale; ci siamo poste domande importanti, abbiamo condiviso punti di vista e considerazioni, facendo nascere all’interno del nostro gruppo un vero e sano dibattito su ciò che siamo e vorremmo essere per il mondo.
Successivamente abbiamo potuto apprezzare la straordinaria mostra al Museo della KBR, La Biblioteca Reale del Belgio, uno degli enti culturali più importanti del paese. È situata sul Mont des Arts, nel quartiere reale e gestisce un patrimonio culturale di grande importanza, contando più di 6 milioni di volumi, ripartiti su 17 piani, per un totale di 150 km di scaffali. La sua attuale esposizione è completamente incentrata sulla biblioteca musicale privata dei Duchi di Borgogna, dinastia conclusasi con Filippo il Buono (1467) e presenta una selezione incredibile di manoscritti medievali e rinascimentali dei più celebri autori franco-fiamminghi. Ovviamente tutta l’esposizione è interattiva e i visitatori sono accompagnati da un’esperienza musicale immersiva e ben articolata. Da maestra vi posso assicurare che vedere le ragazze del coro godere di questa meravigliosa musica con stupore e curiosità, andando a leggere ogni singola parola e godendo di manoscritti imponenti o minuscoli (più piccoli del palmo di una mano) riempie il cuore di orgoglio. Immagini che rimarranno impresse nella mia (e loro) memoria.

Mechelen e la pratica corale: Clare Wilkinson.
Il nostro viaggio prosegue alla volta di Mechelen (o Malines), un paesino piccolo ma davvero caratteristico posto a metà strada tra Bruxelles ed Anversa. Qui per quattro giorni abbiamo lavorato con la straordinaria Clare Wilkinson, mezzo soprano di fama mondiale, specializzata in canto barocco e rinascimentale. Ci ha proposto davvero un repertorio interessantissimo (e per noi difficilissimo) che davvero descrive il viaggio della musica polifonica dall’Italia al Belgio e viceversa, attraverso autori secondari, poco conosciuti e frequentati qui in Italia.
Il suo programma musicale è stato così articolato:
1) Margherita d’Austria e Mechelen – alla fine del 1400 il Belgio, guidato dalla dinastia del Ducato di Borgogna, passa sotto la corona asburgica di Massimiliano I. Sua figlia Margherita, nel corso della sua vita, avrà un’importantissima influenza politica ed economica, e sarà legata a doppio filo con l’Italia, grazie a Cristoforo Colombo e a Filiberto II di Savoia (in seconde nozze). Sotto la sua reggenza lo scambio musicale si fece intensissimo e arrivarono in Italia le composizioni di Pierre de la Rue, Josquin Des Prez, Orlando di Lasso e Pierre Certon. Di tutte le proposte che Clare ci ha fornito, abbiamo scelto per il nostro programma una composizione sacra di Pierre de la Rue: il bicinium “Amicus Fidelis”.
2) Carlo V e la dominazione spagnola – all’inizio del 1500 il nipote di Margherita d’Austria Carlo d’Asburgo ereditò questo vasto territorio e, successivamente, le corone spagnole, diventando re di Spagna come Carlo I e poi imperatore del Sacro Romano Impero come Carlo V. Di questo periodo abbiamo potuto studiare la musica di Fracisco Guerrero e Juan Vásquez, compositori spagnoli ma i cui mottetti mariani sono stati eseguiti per anni sia in Belgio che in Italia, soprattutto a Roma e Venezia, ed esponenti della Scuola Andalusa, che annovera tra anche nomi del calibro di Cristóbal de Morales e Juan Navarro Hispalensis. O Virgen quando os miro è il villancico spirituale da noi studiato.
3) Il Regno dove non tramonta mai il sole – Carlo V nel 1520 viene incoronato Imperatore ad Aquisgrana e successivamente a Bologna, diventando a tutti gli effetti Re d’Italia. Ed ecco che la musica italiana prende piede con energia nei Paesi Bassi: Gastoldi, Marenzio, Monteverdi e tutti i nostri più grandi compositori approdano con successo nelle terre del nord.
Proprio di Luca Marenzio Quand’io miro le rose è stato oggetto di innumerevoli contraffacta, uno dei quali è stato ritrovato tra i libri della Biblioteca Reale di Bruxelles: Vel op ghy Cherubinen dal De Kinder-moordt te Bethlehem van Herodes (La strage degli innocenti). Oggetto dei nostri studi proprio questi due brani, oltre ai balletti del Gastoldi e di un ultimo compositore fiammingo Thomas Crecquillon con il madrigale “Toutes les nuictz”.
Grazie a Clare e alla sua grandissima passione per la musica polifonica italiana, abbiamo capito quanto la nostra musica viene ancora oggi tenuta in altissima considerazione nei paesi del nord Europa, facendo da protagonista a festival ed esibizioni delle formazioni dell’eccellenza musicale mondiale. Pensate che al festival “Meer Stemmig” di Gent svoltosi a fine giugno, il 90% dei programmi musicali presentava compositori italiani: Landini, Marenzio, Monteverdi, Palestrina e addirittura compositori che personalmente non ho mai sentito nominare, come Vincenzo da Perugia.

Bruges ed Anversa: turismo e non solo
Non solo studio musicale, anche un po’ di sano turismo ha fatto da cornice alla nostra permanenza nella Fiandre. Come non andare a visitare la meravigliosa Bruges? Assaporare il suo cioccolato e passeggiare lungo il fiume Reie in una bellissima giornata estiva ha permesso alle ragazze del coro di fortificare i legami e creare quella splendida armonia di gruppo, linfa vitale per fare arte insieme.
Anversa invece è stata la nostra tappa concertistica: abbiamo assistito all’apertura del “Amuz Festival: Laus Polyphoniae” godendo dell’esibizione straordinaria dei celeberrimi Huelgas Ensemble diretti dal M° Paul Van Nevel, i quali hanno proposto motetti, conductus e organa di Leonino, Perotino ed altri compositori della Scuola di Notre Dame di Parigi del 1200.
Non vi nascondo che avevo un po’ di timore, conosciamo tutti la difficoltà di esecuzione, soprattutto di ascolto, di questa musica così “antica” per noi. Ma le ragazze sono state straordinarie e, al contrario di qualche spettatore sonnecchiante, sono riuscite a seguire l’intero concerto (durato più di un’ora senza pause) con attenzione, curiosità… ed un pizzico di ironia.
Inutile sottolineare le differenze abissali che ci sono tra i concerti italiani e quelli più genericamente stranieri. Vi basti immaginare solo che il concerto, sold-out, ha completamente riempito la Handelsbeurs, ovvero la Antica Borsa di Anversa.
Arrivate così al 23 agosto, eccoci di nuovo su 5 treni, con 26 ore estenuanti di viaggio, di ritorno in Italia, nel nostro amato paese, con il cuore grande, tanti sorrisi e nelle orecchie della musica straordinaria.
Ed ora?
Ora è tempo di portare i frutti del nostro lavoro! Stiamo organizzando una bellissima conferenza che vedrà protagonisti alcuni dei docenti con cui abbiamo avuto il piacere di studiare, un corso aperto a tutti di lettura sulle fonti antiche rinascimentali ed un concerto con tutto il repertorio studiato.
Le date saranno presto comunicate, e non rimane che salutarvi, dandovi appuntamento al prossimo numero, dove vi racconteremo la conclusione della nostra esperienza… ma da un altro interessantissimo punto di vista.



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