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Attività Coro Tomassini 2026

Attività Coro Tomassini 2026

Nella prima parte dell’anno 2026 (fino ad Aprile), il coro si è concentrato sull’esecuzione della Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, progetto impegnativo organizzato dalla FORM in collaborazione con l’’ARCOM che ha visto una grande partecipazione di pubblico ed ha avuto commenti molto positivi dalla stampa e dagli addetti del settore.

Di seguito copia degli articoli che citano direttamente la corale Tomassini di Serra de’ Conti

Dal sito di Operateatro, articolo “Jesi: La musica eterna del Requiem di Verdi”

Ancora pagine di grande musica nella stagione sinfonica dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana, questa volta con la messa da requiem, capolavoro di Giuseppe Verdi

La composizione sacra per coro, voci soliste e orchestra venne eseguita in occasione del primo anniversario della morte di Manzoni (con il quale lo accomunava i valori di giustizia e libertà tipici del Risorgimento) il 22 maggio 1874, nella Chiesa di San Marco a Milano.

Come avvenuto nel 2025 con “Vita d’Eroe”, si rinnova la consolidata collaborazione tra la FORM e i Conservatori, in particolare il Rossini di Pesaro e il Pergolesi di Fermo, volta a creare un ponte tra l’alta formazione musicale e il mondo professionale, inserendo i migliori allievi dei conservatori in produzioni sinfoniche di alto livello che permettono loro di confrontarsi con le dinamiche di un’orchestra stabile.

Altro elemento è la presenza dei coristi dell’A.R.CO.M. (Associazione Regionale Cori Marchigiani, nata nel 1988, che vanta l’iscrizione di circa 140 associazioni corali amatoriali e non) provenienti dal Filarmonico Rossini e dal San Carlo di Pesaro, dal Tommasini di Serra De’ Conti (AN), dal Tonini Bossi e dal Musicarte di Senigallia (AN), sotto la direzione e supervisione del maestro Martino Faggiani.

Il mini tour partito da Pesaro, ha toccato le città di Fermo, Foligno, Senigallia, Ancona e infine al teatro Pergolesi di Jesi, con la sua ottima acustica. A dirigere l’orchestra formata da circa ottanta elementi, il maestro Manlio Benzi. Una lettura con tempi dilatati, asciutta, sobria, che ha saputo valorizzare la grande ricchezza della scrittura verdiana, senza perdere di vista l’arco della narrazione, in modo da tenere costante la tensione teatrale e il controllo delle voci.

Il coro (ridotto per esigenze di spazio da 120 a 90 elementi) ha risposto compatto e sicuro, mostrando la giusta massa sonora nell’impetuoso attacco e nelle riprese del “Dies iræ”, delicati pianissimi nel “Requiem aeternam” e nella sequenza conclusiva, corretta coordinazione ritmica nel “Sanctus”.

Pregevoli anche le quattro voci soliste, scelte con la dovuta attenzione.

Il soprano Yulia Tkachenko ha un bel timbro, schiettamente lirico, dal luminoso colore madreperlaceo. Esegue con cura i filati, i pianissimi, con una emissione sempre controllata, sia nell’attacco del “Kyrie”, nell’invocazione ricca di amore del “Quid sum miser”, nell’accorato e sommesso “Libera me”.

Il mezzosoprano Mariangela Marini ha timbro brunito e screziato, con una linea vocale sicura, svettante nella salita all’acuto, ben appoggiata e naturale nel registro grave, mai forzato. Scolpito, intonato con omogeneità e vigore espressivo il “Liber scriptus”, intenso il duetto con il soprano nel “Recordare”.

Il tenore Davide Giusti si distingue per un timbro solare e limpido, con una buona capacità di sfumare e di affrontare la scrittura verdiana con la giusta morbidezza. Molto partecipe in “Ingemisco” , raffinato nell’attacco delicato di “Hostias”, ben amalgamato con le altre voci.

Annunciato indisposto, il basso Alessandro Abis ha mostrato buona padronanza del suo mezzo vocale. Il timbro grave e scuro risuona corposo, con un fraseggio autorevole e scolpito dalla giusta ieracità sia in “Mors stupebit” che nel “Confutatis maledictis”.

Teatro sold out, con un pubblico che ha seguito in religioso silenzio ed è esploso con un lunghissimo applauso a tutti gli artisti impegnati.

Una sfida vinta, vista la complessità tecnica, strutturale, espressiva e organizzativa per un’operazione simile che non è solamente musicale, ma anche umana e formativa.

Marco Sonaglia (Teatro Pergolesi-Jesi 2 aprile 2026)

Da L’Ape musicale, articolo “Il valore della musica” di Roberta Pedrotti

Si rinnova la virtuosa collaborazione fra la Form Orchestra Filarmonica Marchigiana e i Conservatori di Pesaro e Fermo, che quest’anno si amplia all’Arcom, Associazione Regionale Cori Marchigiani, per il Requiem di Verdi. Un’occasione anche per riflettere sul ruolo, la formazione e la dignità dei musicisti.

PESARO, 27 marzo 2026 – Dopo Heldenleben lo scorso anno, il progetto si ripete e alza il tiro. L’Orchestra Filarmonica Marchigiana torna a proporre un programma di grande impegno coinvolgendo nel proprio organico studenti dei conservatori di Pesaro e Fermo e, trattandosi quest’anno del Requiem di Verdi, non solo la produzione si amplia con il comparto vocale, ma affianca ai solisti il coro Arcom. L’Associazione regionale cori marchigiani, nata nel 1988, unisce oltre centodieci gruppi con lo scopo di coordinare e valorizzare la tradizione della coralità popolare. Una tradizione ricca, preziosa, assai vivace, pur in binari diversi da quelli che portano a partiture come il Requiem verdiano, terreno più di ensemble lirico sinfonici professionali. Eppure, la cosa funziona: il progetto coordinato e supervisionato da Martino Faggiani raduna oltre centocinquanta coristi dal Filarmonico Rossini e dal San Carlo di Pesaro, dal Tommasini di Serra De’ Conti (AN), dal Tonini Bossi e dal Musicarte di Senigallia (AN). Si percepisce subito la dedizione con cui l’impegno eccezionale è stato preparato e il risultato premia tanta cura: il coro è adeguatamente compatto, chiaro e attento. Forse con qualche prova in più si sarebbe potuto limare ulteriormente qualche dettaglio ed evitare qualche attacco un po’ brusco delle voci maschili, ma nel complesso l’operazione può dirsi riuscita e supera di gran lunga l’esito del galà maceratese di un paio d’anni fa.

In orchestra, sotto la bacchetta del docente di direzione a Pesaro Manlio Benzi, i ragazzi dei conservatori si integrano senza impacci con i professori della Form e mostrano, anzi, scuola solida e grande concentrazione. Tutti aspetti che danno molto da pensare in una serata come questa, evento eccezionale, ma anche momento di incontro, formazione e riflessione sul futuro e la diffusione del fare musica. In un paese che sta umiliando gli artisti professionisti su più fronti, istituzionali e comunicativi, cosa si consegna a questi ragazzi? L’invito a lasciar perdere o a cercare fortuna altrove? Chi è bravo, oggi, è bravo sul serio, vediamo nelle nuove generazioni talenti veri e veramente preparati. Ma come si preparano al mondo del lavoro, a essere non solo solisti, ma anche professori d’orchestra, e le orchestre poi come potranno accoglierli, con che organici, che contratti? C’è bisogno di queste nuove leve e dobbiamo loro questa opportunità. Sentirli suonare in iniziative lodevoli come questa versa nuovo sale nella piaga di un sistema da risanare nel profondo, valorizzando gli artisti a tutti i livelli, perché ogni livello concorre, se sa assolvere al proprio ruolo, a formare un tessuto di diffusione della pratica musicale in cui crescono il pubblico e quelli che saranno professionisti sempre più affinati. Quest’urgenza evidente a livello nazionale, con eclatanti punte d’iceberg, si manifesta anche nel locale, in una regione in cui proliferano teatri e iniziative a cui sarebbe necessario dare il giusto valore, coordinamento e sostegno. Ciò vale, naturalmente, pure per la coralità, quella espressa da Arcom come dai complessi consolidati nelle stagioni e nei festival lirici. Si festeggia una bellissima iniziativa di collaborazione fra la ICO regionale e istituzioni di formazione e pratica musicale, eppure si soffre pensando alla quotidianità che ci circonda e che circonda i musicisti.

Il cast solistico è composto da voci di calibro lirico ben equilibrate fra loro e tutte legate, per nascita, studi ed esperienze biografiche, al territori marchigiano. Il soprano Yulia Tkachenko ha voce luminosa, buona sostanza il mezzosoprano Mariangela Marini; Davide Giusti affronta la partitura con misura adeguata al testo sacro e Alessandro Abis fa fronte con onore all’impegno nonostante un’indisposizione che gli provoca visibile disagio.

Grandi applausi per la prima pesarese all’auditorium Scavolini per la stagione dell’Ente Concerti – e con uno spazio anche in sostegno di Medici Senza Frontiere. Il tour prosegue poi a Fermo, Foligno (dove il tenore è stato Riccardo Della Sciucca, molto apprezzato nei giorni scorsi a Fano in Carmen) , Senigallia, Ancona e Jesi. Un’iniziativa da ripetere anche nei prossimi anni, una bellissima idea che non deve essere un fiore nel deserto, ma uno spunto per dare valore alla musica e ai musicisti.

Di seguito trovate un elenco dei link agli articoli pubblicati relativi al’evento in oggetto:
Di seguito trovate anche alcuni riferimenti sui social:

Nel mese di Marzo il coro di voci bianche Tomassini Junior, diretto dalla maestra Giacinta Nicotra, ha partecipato alla rassegna Coricantando a Camerino.

I mesi di aprile e maggio hanno visto il coro impegnato nella celebrazione del centenario della morte della Venerabile Suor Maria Giuseppina Benvenuti, detta “La Moretta”, figura importante per la comunità di Serra de’ Conti dove ha vissuto fino alla sua scomparsa. Il coro ha realizzato un concerto all’interno della chiesa del monastero di clausura dove la Moretta ha vissuto.

Di seguito alcune immagini:

Il 23/05 il coro ha partecipato alla Rassegna Corale Cantici Mariani a Fermo presso il Santuario Madonna della Misericordia, di seguito la locandina dell’evento.

Successivamente, in occasione della Festa della Repubblica, la corale Tomassini parteciperà al “Concerto Lirico Sinfonico” presso il Teatro dell’Aquila a Fermo in data primo giugno, di seguito la locandina dell’evento

In data 27 Giugno la corale sarà impegnata nell’organizzazione della tradizionale rassegna “Di Canto in Canto” a Serra de’ Conti, giunta alla XXVIII edizione. La rassegna ha visto negli anni la partecipazione di numerosi corali sia italiane che straniere, importante occasione di scambio culturale e di condivisione di differenti esperienze musicali.

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