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Quarant’anni di ricerca musicale in Abruzzo

Quarant’anni di ricerca musicale in Abruzzo

Esce per Carabba il volume delle Giornate di Studi Musicali Abruzzesi

Ci sono libri che un coro legge come un catalogo di repertorio, e libri che raccontano invece da dove quel repertorio proviene. Le Giornate di Studi Musicali Abruzzesi, appena uscite per Carabba a cura di Luigi Di Tullio, Domenico Di Virgilio e Valter Matticoli, appartengono alla seconda specie, con una particolarità: quasi ogni pagina rimanda a una fonte concreta, a un manoscritto ritrovato, a una voce registrata, a una cappella musicale che per due secoli ha fatto cantare una comunità. Il volume — 682 pagine, quarantadue contributi, quarantanove studiosi — raccoglie gli atti del convegno «40 anni di ricerca musicale in Abruzzo. Fonti musicali e storiografia», svoltosi a Teramo nel maggio 2022 fra l’Università degli Studi e il Conservatorio «G. Braga». Lo promuove Abruzzo Beni Musicali, rete di studiosi e associazioni nata nel 2013, che ha scelto fin dall’inizio di far circuitare il convegno sull’intero territorio regionale. Le sette edizioni hanno toccato tutte e quattro le province abruzzesi senza fermarsi ai capoluoghi: accanto a Pescara (2015), L’Aquila (2017) e Teramo (2022) ci sono Sulmona (2013), Ortona (2014), Pineto (2016) e Vasto (2018), centri minori scelti perché vi hanno sede istituti, archivi e associazioni con cui di volta in volta si è lavorato. Non è un dettaglio organizzativo: la ricerca raggiunge il territorio invece di attenderlo in una sede unica, e ogni edizione lascia sul posto un rapporto con le realtà locali. È un modo di procedere che a chi opera dentro una federazione corale regionale dirà qualcosa.

Dalle origini al canto liturgico.

Si parte da lontano, con un’opera-documentario fra archeologia, archeomusicologia ed etnomusicologia che muove dalle figure danzanti della pittura tombale etrusca e dalla loro possibile discendenza nella saltarella. Segue un’immagine emblematica: nei fondi antichi teramani cinquecentine e secentine sono rilegate con strisce di pergamena recanti notazione musicale, frammenti di codici liturgici smembrati e riusati come copertine, che diventano insieme oggetto di ricerca e materia di didattica universitaria. Tre raccolte inedite di mottetti a quattro voci del sabino Alessandro Capece — fra cui un O magnum mysterium e un Beata Dei Genitrix — vengono collocate nel suo percorso stilistico. Un altro contributo descrive il Cantorino del convento francescano di Santa Maria in Colleromano a Penne, kyriale oblungo privo di frontespizio, e lo colloca nella tradizione regionale del canto fratto. Chiude la sezione la lettura dei graffiti con notazione musicale incisi ad altezza d’uomo sugli affreschi absidali di San Silvestro de L’Aquila: traccia diretta, e piuttosto rara, di che cosa si cantasse in città fra Quattro e Cinquecento.
Saggi di Mauro Patricelli, Paola Besutti, Angelo Fusacchia, Cristina Di Zio, Maria Antonietta Cignitti e Valentina Panzanaro.

Il Settecento e la scuola napoletana.

L’Abruzzo settecentesco guarda a Napoli, e il volume ne segue i canali. Una serenata per voce e violini concertanti, «Riposa o bella», documenta un preciso passaggio arcadico fra le due sponde; le azioni sacre per S. Zopito a Loreto Aprutino vengono lette come microstoria sonora di una devozione plurisecolare; il Narciso di Domenico Scarlatti fa da banco di prova alla questione della ricezione musicale dell’opera ovidiana. Si ricostruisce l’attività dell’operista napoletano Pasquale Errichelli, che dal 1772 al 1801 resse la cappella musicale della SS. Annunziata di Sulmona; si dà prima notizia di una Messa alla Pal(l)estina di Fedele Fenaroli finora sconosciuta, individuata nel fondo del Seminario Vescovile di Gaeta; si rivede la biografia di Michele Mascitti su due manoscritti di Cambridge e Coimbra; si presentano i Principii di Giuseppe Cervelli, «contadinello di Poggio-San Vittorino», fonte nuova per la formazione tastieristica propedeutica al partimento. Un panel fa infine il punto sul Progetto Fenaroli, che al compositore frentano dedica un’enciclopedia e l’edizione delle opere.
Saggi di Anita Sisino, Francesca Piccone, Silvio Paolini Merlo, Valter Matticoli, Gennaro Tallini, Vincenzo D’Ilario ed Eric Boaro; al panel Fenaroli partecipano Jacopo Bassetta, Alessia Rancitelli, Marco Vallese e Gennaro Tallini, con Massimo Salcito moderatore.

Ottocento e Novecento.

Si apre il cantiere dell’oratorio a Ortona e Lanciano fra Sette e Ottocento; si riporta alla luce Didimo Mayo con l’edizione del suo Domine ad adiuvandum; si mostra come le caricature di Melchiorre De Filippis Delfico siano una fonte per la storia del melodramma. Da un duettino per due mezzosoprani e organo, l’Inno alla Madonna di Pompei, prende avvio lo studio della vasta produzione sacra di Francesco Masciangelo; un altro saggio indaga il rapporto fra pratica musicale e lavoro di storiografo in Luigi Anelli, autodidatta vastese di fine Ottocento che animò, fra giornali, vocabolari e composizioni, un’intera stagione culturale cittadina. Seguono la ricezione statunitense de «I Compagnacci» di Primo Riccitelli, le operette di Antonio Di Jorio, la vicenda di Manlio La Morgia e del Cenacolo Fenaroli di Lanciano e un film-documentario su Rodolfo Zanni. Tre contributi riguardano il mondo bandistico: la storia sociale della Banda di Casalanguida ricostruita a partire dai racconti dei musicanti, una marcia sinfonica di Vincenzo Forchetti riportata in partitura, e la riscoperta di Franco Galeoni, che diresse i concerti bandistici di Conversano, Roccasecca e Avezzano e lasciò un repertorio per banda che va dall’Omaggio a Conversano alla marcia Marsica Fiorita. Documentano quel tessuto associativo da cui, in Abruzzo come nelle Marche, sono nate tante formazioni corali.

Saggi di Diana de Francesco, Antonio Piccirilli, Gennaro Saviello, Letizia Gomato, Paolo Calvano e Luigi Di Tullio, Davide Ceriani, Carmine Leonzi, Gianfranco Miscia, Marco Della Sciucca, Alessandro Parente, Matteo D’Agostino e Domenico Zizzi.

I canti di tradizione.

È la sezione che parlerà più da vicino ai lettori della rivista. Un bilancio metodologico ripercorre il cammino di un’etnomusicologia regionale arrivata dalle storie locali alla transculturalità, tema ripreso nella prima tavola rotonda sulle prospettive della disciplina in regione. Si ritorna poi sui «Canti della Terra d’Abruzzo» di Ettore Montanaro, pubblicati da Ricordi un secolo fa e da allora serbatoio di innumerevoli elaborazioni corali. Il lamento funebre viene seguito nel passaggio dal rito domestico alla paraliturgia; i canti raccolti dalla voce delle donne di un paese restituiscono il valore comunicativo e sociale di quel repertorio; il fondo fotografico e sonoro di Maurizio Anselmi viene riletto come esperienza di etnomusicologia visiva; la zampogna zoppa del Museo etnografico del Gran Sasso è sottoposta a revisione organologica, anche mediante indagini radiografiche. Sono materiali che riguardano un Appennino condiviso, e che al repertorio marchigiano di tradizione orale sono più vicini di quanto la distanza amministrativa lasci supporre.

Saggi di Domenico Di Virgilio, Barbara Filippi, Pasquale Di Giannantonio, Angela Troilo, Gianfranco Spitilli e Francesco Sabatini; alla tavola rotonda etnomusicologica partecipano Nico Mangifesta, Giuseppe Michele Gala, Francesca Piccone, Spitilli e Di Virgilio.

La danza, la formazione, il presente.

La terza giornata affronta un terreno quasi inesplorato: la costruzione di una storiografia della danza moderna in Abruzzo. Si ricostruisce l’azione dell’Associazione Nazionale Insegnanti di Danza sul territorio attraverso le fonti d’archivio; si documenta il laboratorio formativo del Teatro Marrucino di Chieti fra il 1997 e il 2006; si segue la danza allo Spoltore Ensemble dal 1982 in avanti. Un panel raccoglie le testimonianze di chi ha fatto danza contemporanea a Pescara, di chi ha lavorato attorno ad Artinvita e di chi opera fra Belgio e Abruzzo. Chiudono il volume un panel su ricerca, formazione e produzione artistica, due contributi sui licei musicali e la tavola rotonda conclusiva sullo stato e sulle prospettive della ricerca musicale in regione.

Saggi di Nika Tomasevic, Maria Cristina Esposito e Cristina Squartecchia; al panel sulla danza Anouscka Brodacz, Silvia Garzarella e Francesca Saraullo; sui licei musicali Giulia Tucci e Letizia Gomato; al panel su ricerca e formazione Massimo Salcito, Paola Besutti, Brodacz, Giuseppe Michele Gala, Gomato, Gianfranco Miscia e Tucci; alla tavola rotonda conclusiva, coordinata da Besutti, Luigi Di Tullio, Diana de Francesco, Esposito, Anna Maria Ioannoni Fiore, Miscia, Carla Ortolani, Giorgio Pagannone, Silvio Paolini Merlo, Francesca Piccone, Maica Tassone e Domenico Di Virgilio.

Completano il libro le note biografiche sugli autori e un ampio indice dei nomi curato da Gianfranco Miscia, con la supervisione dei contributi sulla danza affidata a Maria Cristina Esposito. Il volume è dedicato alla memoria di Emiliano Giancristofaro, storico direttore della «Rivista Abruzzese», scomparso pochi giorni dopo le giornate teramane. Per chi dirige un coro, il valore di un libro come questo non sta nelle partiture che contiene — sono poche — ma nel restituire spessore a ciò che si canta: sapere che dietro un canto raccolto sul campo c’è una donna con un nome, che una cappella musicale di provincia era diretta da un maestro formatosi a San Pietro a Majella, che un frammento di antifonario è finito a fare da copertina a un libro di conti. È il genere di consapevolezza che cambia il modo di preparare un programma.

Chi ha reso possibile il convegno e il volume

La pubblicazione è stata realizzata con il contributo della Direzione generale Biblioteche e istituti culturali del Ministero della Cultura. Le Giornate teramane si sono svolte nella Sala Tesi del Polo Didattico «G. d’Annunzio» dell’Università degli Studi di Teramo e nell’Auditorium Santa Maria a Bitetto del Conservatorio Statale di Musica «G. Braga». Patrocini: Accademia Italia; Società Italiana di Musicologia; AIRDanza — Associazione Italiana per la Ricerca sulla Danza; Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Teramo; Società della Musica e del Teatro «P. Riccitelli» di Teramo; Conservatorio Statale di Musica «A. Casella» de L’Aquila; Casa Editrice Rocco Carabba di Lanciano. Hanno collaborato: Abruzzo Beni Musicali; Università degli Studi di Teramo e Dipartimento di Scienze della Comunicazione; Coro Polifonico Histonium «B. Lupacchino dal Vasto»; A.E.L.M.A. — Archivio Etnolinguistico Musicale Abruzzese; Centro di Documentazione e Ricerche Musicali «F. Masciangelo» di Lanciano; Associazione Scuola Popolare di Musica di Sulmona; Associazione Culturale «Arte per la Vita» — Centro di Didattica Musicale e Musicoterapia di Avezzano; Licita Scientia — Corpi Segni Scritture di Chieti; AISACS — Associazione Internazionale per lo Studio delle Arti Coreutiche e dello Spettacolo «Liliana Merlo» di Teramo. Giornate di Studi Musicali Abruzzesi. Atti del convegno «40 anni di ricerca musicale in Abruzzo. Fonti musicali e storiografia», Teramo, 5-7 maggio 2022, a cura di Luigi Di Tullio, Domenico Di Virgilio e Valter Matticoli, Lanciano, Casa Editrice Carabba, 2026, collana «Convegni e celebrazioni», pp. 682, ISBN 978-88-6344-888-7, €. 30,00. Per informazioni e contatti i curatori sono a completa disposizione.

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