Il Coro Vox Nova celebra il suo trentennale con una festa di musica speciale
Il Coro Vox Nova di Fabriano festeggia i suoi trent’anni di attività con un evento straordinario che segna non solo una celebrazione del passato, ma soprattutto l’apertura verso un futuro ricco di prospettive artistiche.
Il concerto speciale, dal programma particolarmente ricco e festoso, rappresenta l’avvio di una collaborazione strutturata e continuativa con l’Orchestra Pergolesi di Jesi, una partnership destinata a portare importanti novità nella vita musicale del territorio.
Per la prima volta, alcuni monumenti della grande musica per coro e orchestra verranno eseguiti a Fabriano da Fabrianesi, realizzando un obiettivo a lungo atteso dalla comunità musicale locale. Si tratta di un’occasione significativa che valorizza le competenze e la passione del territorio, offrendo al pubblico l’opportunità di assistere a esecuzioni di opere di grande prestigio interpretate dai propri concittadini.
Stefano Campolucci, direttore del concerto, ha dichiarato:
Il progetto si inserisce in una tradizione di collaborazioni orchestrali di qualità che il Coro Vox Nova ha sviluppato negli anni sotto la guida di Alberto Signori, per tanto tempo direttore e anima di questa formazione corale. Le recenti collaborazioni positive, realizzate con il nuovo maestro Milly Balzano, hanno dimostrato come l’unione delle voci corali e delle sonorità orchestrali possa arricchire l’interpretazione musicale, dando vita a momenti di grande intensità emotiva e artistica. Queste esperienze hanno evidenziato la capacità delle formazioni di lavorare in sinergia, con una crescita reciproca sotto il profilo interpretativo e tecnico. È sempre un piacere fare musica con un gruppo affiatato e collaborativo come quello del Vox Nova, dove l’impegno, la serietà e la passione dimostrati rappresentano una base solida per affrontare nuovi traguardi ambiziosi.
La sinergia tra il Coro Vox Nova e l’Orchestra Pergolesi di Jesi si configura ora come una nuova entità artistica destinata a collaborare stabilmente nel corso dei prossimi anni. Il piano prevede almeno tre appuntamenti significativi per ogni stagione, distribuiti tra primavera, estate e inverno, con programmi che spazieranno dai grandi capolavori del repertorio sacro e sinfonico fino alle composizioni più recenti, senza dimenticare la valorizzazione del patrimonio musicale conservato nelle biblioteche fabrianesi. Il repertorio impegnativo affrontato per questo concerto celebrativo richiede la massima attenzione da parte dei coristi, che hanno risposto con grande entusiasmo e dedizione.
Il clima positivo e collaborativo che caratterizza il gruppo ha permesso di lavorare intensamente verso questo importante traguardo, affrontando con serietà e passione le sfide tecniche e interpretative che opere di tale complessità comportano. Un ringraziamento particolare va all’impegno di tutti per la dedizione dimostrata nella preparazione di questo evento, a partire dal maestro del Coro Milly Balzano. L’impegno di ciascun corista, unito all’apporto professionale dell’Orchestra Pergolesi e dei solisti coinvolti, insieme al sostegno delle istituzioni locali, ha reso possibile la realizzazione di un progetto che celebra non solo il glorioso passato del Vox Nova, ma soprattutto ne avvia il futuro ricco di progetti artistici di qualità che continueranno a rendere Fabriano un punto di riferimento per la musica corale nelle Marche.
IL PROGRAMMA

DOMENICA 30 NOVEMBRE alle ore 18 presso la chiesa di San Nicolò.
La serata si apre con il Concerto grosso in sol minore op. 6 n. 8, fatto per la notte di Natale di Arcangelo Corelli che è considerato il culmine della scrittura orchestrale corelliana e uno degli assoluti simboli della musica natalizia del periodo barocco. Strutturato secondo la sequenza alternata di movimenti lenti e veloci della sonata da chiesa, il brano si distingue per l’inventiva con cui Corelli passa da episodi di intensa espressività a momenti di brillante agilità strumentale. La sezione più celebre è la Pastorale finale, caratterizzata da una dolcezza che richiama le scene notturne e pastorali del presepe, grazie al ritmo in terzine che evoca le zampogne dei pastori.
Composto per essere eseguito la notte di Natale e proposto davanti al Papa nella Cappella Apostolica Vaticana nel 1690, questo concerto fonde rigore formale, chiarezza armonica, grande misura e una forza evocativa davvero intensa: rappresenta una delle espressioni più alte del barocco italiano e uno dei massimi esempi di poesia musicale per il Natale.
Il concerto prosegue con Confitebor tibi Domine, con il quale fa il suo ingresso il Coro Vox Nova. L’ opera sacra di Giovanni Battista Pergolesi, compositore marchigiano originario di Jesi, si pone tra le gemme della musica sacra italiana del Settecento. Realizzato nel 1732 per soprano, contralto, coro, archi e continuo, il brano ha una struttura in più sezioni dove dialogano episodi corali ed arie solistiche: già in questa opera emerge chiaramente la maturità espressiva sorprendente del giovane musicista jesino. Le linee vocali, sempre cantabili e ricche di una freschezza del tutto personale, sono sostenute da una scrittura strumentale estremamente curata, che accompagna e sottolinea ogni sfumatura emotiva del testo salmodico.
Dal punto di vista stilistico, il “Confitebor” si muove nel solco della grande scuola napoletana, ma anticipa anche quella chiarezza formale, quella naturalezza melodica e quella tensione lirica che saranno il tratto distintivo dello Stabat Mater, capolavoro sommo di Pergolesi. L’alternanza delle sezioni regala all’ascoltatore suggestioni diverse: dall’introspezione meditativa dell’apertura, passando per le parti più raccolte e contemplative, fino allo slancio luminoso conclusivo con un fraseggio di grande agilità affidato alle soliste.
In successione verrà eseguito il Gloria in re maggiore RV 589 di Antonio Vivaldi, una delle opere sacre più celebri e amate del repertorio barocco che conquista immediatamente per la sua gioiosità travolgente e la sua festosità radiosa. L’opera si apre con una fanfara orchestrale brillante, dominata dalle trombe e dagli archi, che subito sfocia nella poderosa entrata del coro, creando un effetto di esultanza collettiva e solennità quasi teatrale. Vivaldi alterna con grande maestria episodi di esuberanza corale a momenti di elegante intimità, mantenendo però sempre un respiro festoso, reso palpabile dai ritmi vivaci e dalle tonalità luminose che attraversano tutta la composizione.
Ogni sezione, pur nella varietà di tempi e colori (tra arie, duetti e grandi quadri corali) contribuisce a restituire la dimensione di festa e di celebrazione del testo liturgico, portando l’ascoltatore in un clima di entusiasmo e di gioia condivisa. La circolarità della struttura, con la ripresa del tema iniziale rafforza il senso di trionfo corale, concludendo l’opera in un turbine di energia.
Il clima di festa che attraversa le grandi opere sacre barocche si amplifica in maniera travolgente con il Te Deum H.146 di Marc-Antoine Charpentier, straordinario esempio della musica celebrativa francese. La composizione si apre con la famosa fanfara orchestrale del Prélude, un vero e proprio segnale di solennità ed esultanza, che prepara l’entrata del coro in un’atmosfera di gioia condivisa.
Charpentier moltiplica gli episodi di entusiasmo collettivo alternando repertorio corale di ampio respiro, arie solistiche e passaggi in cui strumenti e voci dialogano a sottolineare la dimensione di festa comunitaria. L’energia ritmica, la brillantezza degli ottoni e la varietà timbrica creano una sensazione di festa ancora più accentuata rispetto alle pagine italiane (come il Gloria di Vivaldi), avvolgendo l’ascoltatore in un clima di celebrazione universale e spettacolarità barocca.
Nel suo insieme, il Te Deum di Charpentier è il culmine della musica liturgica festosa: trasforma la solennità del rito religioso in un’esplosione di gioia, energia e entusiasmo corale, rappresentando il trionfo della festa musicale vissuta dalla comunità.
Il clima di festa trova un suggestivo momento di pausa e raccoglimento nel Laudate Dominum di Wolfgang Amadeus Mozart. Questo celebre movimento, tratto dai Vesperae solennes de confessore K.339, si caratterizza per una linea melodica di straordinaria soavità, affidata al soprano solista Giacinta Nicotra, sospesa su un delicato tappeto di arpeggi degli archi e il sostegno etereo del coro.
Il concerto si chiude in modo trionfale e brillante con l’Hallelujah di Georg Friedrich Händel, uno dei brani più iconici e celebrati della storia della musica corale. Questo celebre coro, tratto dal Messiah, è universalmente associato a un’atmosfera di esultanza e glorificazione culminante.
Dopo la soavità contemplativa del Laudate Dominum di Mozart, l’Hallelujah di Händel riporta il pubblico in un vortice di energia positiva: l’intreccio delle voci e degli ottoni, la potenza ritmica e i rapidi scambi fra sezione corale e orchestra creano un’impressione di luce e grandezza collettiva. Il clima è quello di una festa solenne e luminosa, in cui tutti – coro, orchestra e pubblico – sono coinvolti in un inno universale di gioia.
GLI INTERPRETI:
Giacinta Nicotra
Nata a Napoli, ha iniziato la carriera artistica al teatro San Carlo. Vincitrice del 49° A.Belli del teatro lirico di Spoleto, ha debuttato ne “Le Nozze di Figaro”e “Dido and Eneas”. SI è esibita in teatri come L’Opera di Roma, il Comunale di Bologna, la Scala di Milano, Massimo di Palermo, Maggio Musicale Fiorentino , Opera Garnier di Parigi, festival di Pentecoste a Salisburgo, Ravenna Festival, in un vasto repertorio con direttori come, Lopez Cobos, Rizzi, Gelmetti, Muti, Chailly, Rovaris, Dantone, Frizza spaziando dal repertorio barocco a rare opere del ‘900.
E’ stata invitata a partecipare ad importanti eventi musicali internazionali come il Golden Opera Gala organizzato in occasione del G20 in Corea e il Festival Internazionale dell’Opera 2014 (Stati Uniti, Giappone, Colombia).
Ha collaborato con associazioni culturali internazionali ed è presente in giurie di concorsi e progetti didattici legati al canto. Ha partecipato alle tournée del il M° Peppe Vessicchio con l’ensemble “Il sesto armonico”, in Italia e all’estero, eseguendo un repertorio ispirato alla moderna latinità ed alle più celebri colonne sonore tra lo stile classico e il contemporaneo. Recentemente ha collaborato con la nuova orchestra Scarlatti di Napoli nel ruolo di Rosina nel Barbiere di Siviglia e al teatro San Carlo di Napoli in occasione di eventi incentrati sulla canzone napoletana classica.
Nutsa Zakaidze
Nata a Tbilisi (Georgia), ha conseguito laurea triennale e magistrale presso il Conservatorio di Tbilisi. Ha interpretato ruoli quali Cherubino (Le nozze di Figaro), Carmen, Maddalena (Rigoletto), Flora (La Traviata), Mercedes (Carmen) e Charlotte (I dolori del giovane Werther) al Teatro dell’Opera e del Balletto di Tbilisi. Si è perfezionata all’Accademia di Arte Lirica di Osimo, ottenendo le borse di studio Konstantini e Alessandrini. Ha debuttato al Rossini Opera Festival come partecipante all’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda” e interpretato Isaura (Tancredi) al Teatro della Fortuna di Fano. Ha ottenuto il primo premio al Concorso Nuits Lyriques de Marmande (Francia). Ha collaborato con l’Orchestra Sinfonica G. Rossini e l’Orchestra Filarmonica delle Marche. Al Teatro delle Muse di Ancona ha interpretato Camilla (Giovedì Grasso) e Dritte Dame (Il flauto magico). Recentemente ha cantato Melibea al teatro di Lubiana e al Piccolo Opera Festival di Gorizia. Nel repertorio oratoriale si distinguono Stabat Mater di Pergolesi, Missa in B minore e St. John Passion di Bach, Messiah di Handel, Sinfonia N.9 e Missa Solemnis di Beethoven, Stabat Mater di Rossini, eseguiti sui principali palcoscenici europei.
Stefano Campolucci
Diplomatosi in viola presso il Conservatorio Morlacchi di Perugia sotto la guida del maestro Giorgio Porzi, ha partecipato ai corsi di perfezionamento dell’Accademia Walter Stauffer di Cremona tenuti dal maestro Bruno Giuranna e al corso di formazione orchestrale di Trento con Danilo Rossi, Daniele Gatti e Paul Angerer. Ha collaborato con le più importanti istituzioni lirico-sinfoniche della Regione, dall’Orchestra Filarmonica Marchigiana, all’Arena Sferisterio di Macerata, al Teatro delle Muse di Ancona, al Teatro Pergolesi di Jesi. Ha partecipato come violista all’incisione di numerosi CD.
In qualità di esperto musicale ha curato la realizzazione di progetti didattici e rappresentazioni teatrali con numerose istituzioni scolastiche regionali, in particolare in qualità di docente di Musica da Camera presso la Scuola Musicale “G.B. Pergolesi” di Jesi dal 1996.
Come direttore svolge attività concertistica alla guida di varie formazioni corali ed orchestrali. Dal 2011 dirige l’Orchestra Giovanile delle Marche collaborando, nel corso degli anni, con le istituzioni della Skola Novo Sarajevo, della Scuola Magnificat di Gerusalemme, dell’Orchestra Sinfonica della Siria e della scuola Elly Basic di Zagabria. Con questa formazione orchestrale ha tenuto concerti nelle principali città della Regione Marche, a Gerusalemme, Betlemme, Mostar, Sarajevo, Assisi, Varese, Lugano, Venezia, Fiume, Zagabria. Con il gruppo di ricerca e canto “La Macina” ha realizzato l’elaborazione e arrangiamento del brano “Dormi, dormi”, per il CD “Aedo malinconico e ardente”(2009), e di altri tre brani per il CD “Opus Minus” (2018). L’esecuzione dei brani orchestrati per il progetto Popular Symphony, contenente i brani della tradizione marchigiana in versione classica, si è svolta nell’ambito del Festival Pergolesi Spontini nel settembre 2015. E’in pubblicazione per la casa editrice Rara Music. Ha partecipato, come relatore, al Convegno Nazionale sulla ricerca nella cultura popolare orale marchigiana “Il pozzo della memoria”.
Con la Fondazione Pergolesi Spontini ha realizzato negli ultimi anni i progetti incentrati sulla musica da film: “Morricone, il Maestro”, Omaggio a “John Williams”, “I mondi di Hans Zimmer”, “Non solo Oscar”.
Ha curato per il gruppo “La Gang” la realizzazione della versione sinfonica de “Gli Angeli di Novi Sad”, contenuto nel CD “Sangue e Cenere” (2014).
Ha composto le musiche dell’opera per bambini “La Fabbrica dei Mondi” su testo di Sergio Cardinali (1999) e le musiche per il “Gatto Mammone”, favola musicale marchigiana, con Gastone Pietrucci voce narrante (2004).
Per il teatro ha scritto le musiche di scena per lo spettacolo “Zorro”, tratto dal romanzo omonimo di Margareth Mazzantini (2005) e le musiche per lo spettacolo “Non aveva la faccia”, tratto dal romanzo omonimo di Sergio Cardinali (2010).
E’ autore della “Missa Pueri”, messa per soli, coro di voci bianche e orchestra di bambini, rappresentata in prima assoluta nella Basilica della Santa Casa di Loreto il 16 maggio 2015.
Laureatosi in Lettere Moderne nel 1994, con indirizzo in Storia della Musica, ha svolto attività di ricerca musicologica e ha pubblicato il volume “La Cappella musicale di S. Venanzio a Fabriano dal 1568 al 1728 – attività musicale e istituzioni religiose” Casa Editrice Torre d’Orfeo, Roma 1995. Ha contribuito alla pubblicazione del volume “Sub tuum praesidium”, miscellanea di studi musicologici in onore di Mons. Higini Anglès – Pontificio Istituto di Musica Sacra, Roma 2002 e ha realizzato il saggio “Giovanni Giacomo Baldini e la Cappella Musicale di S. Urbano ad Apiro” QSE 2018.
Nel 2023, in collaborazione con l’Impresa Lirica Organizzazione EUR di Pesaro, ha progettato e curato la realizzazione dello spettacolo “Le Voci degli Angeli” finalizzato allo studio, alla riscoperta di partiture inedite e alla valorizzazione dei musicisti marchigiani attraverso la narrazione teatrale.
Nell’anno scolastico 2023 ha realizzato – nell’ambito del Progetto Multimedia – un brano musicale, cantato da Luca Cerigioni, in omaggio agli “Angeli del fango” dedicato ai volontari che hanno dato il loro contributo per aiutare le popolazioni colpite dall’alluvione del 2022. Il lavoro è stato premiato ufficialmente dalla Protezione Civile della Regione Marche nell’ambito delle celebrazioni svoltesi in piazza del Popolo a Pesaro il 22 settembre 2024, alla presenza dei massimi rappresentanti delle Istituzioni regionali.


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