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Canto Corale arte dell’incontro e volano del territorio

Canto Corale arte dell’incontro e volano del territorio

Uscire dai propri confini per abbracciare nuove culture, ma restare saldamente ancorati al luogo delle proprie radici. Si riassume in questo binomio il bilancio delle attività estive del Coro Polifonico David Brunori di Moie di Maiolati Spontini (AN), diretto dalla Ma Silvia Moretti.

Dalla trasferta al cuore del borgo: le tappe dell’estate

Il 19 luglio il Coro Brunori è stato invitato alla Rassegna Francavilla InCanto (Francavilla al Mare): Nel Chiostro del Museo Michetti, la formazione ha intrecciato la magia del folklore abruzzese e i grandi successi della musica italiana riletti in chiave polifonica, esibendosi al fianco del Coro Folkloristico F. P. Tosti, diretto dalla Ma Loretta D’Intino con alla fisarmonica Francesco Di Tizio e del Coro Colline Verdi Teatine diretto dalla Ma Laura Surricchio, con alla fisarmonica Diana Baboro. Un viaggio corale che ha mostrato ancora una volta come il canto sia capace di realizzare bellezza, momenti di forte condivisione oltre i confini geografici. L’iniziativa è stata realizzata con il patrocinio di FEDERCORI, Cori d’Abruzzo, FIDC e Comune di Francavilla al Mare.

Il 2 Agosto il Brunori si è esibito alla Notte Celeste, giunta quest’anno alla quarta edizione. L’iniziativa estiva, promossa dall’Amministrazione Comunale e dalla ProLoco, anima la cittadina di Moie con tre giorni di musica ed eventi che vedono la partecipazione di tante realtà associative locali. Un grande evento corale che coinvolge l’intera comunità dunque: associazioni musicali, sociali, sportive, commercianti. Tre giorni dedicati alla valorizzazione e alla promozione del territorio in cui l’intero paese si colora di celeste, con addobbi a tema. Il Coro per l’occasione ha proposto un concerto all’interno dell’Abbazia millenaria di Santa Maria, simbolo della cittadina, alla presenza delle autorità cittadine e di un folto pubblico. L’ottima acustica dell’abbazia ha esaltato un programma poliedrico che ha spaziato dalla spiritualità francescana alla polifonia rinascimentale, fino alla musica d’autore e pop italiano con le rielaborazioni polifoniche di Vecchia Roma, Azzurro e una speciale versione di Ti vorrei sollevare di Elisa, curata direttamente dalla direttrice Silvia Moretti.

Il ruolo sociale e culturale della coralità

I due appuntamenti sono stati veri e propri itinerari di incontro e di riscoperta, occasione per restituire voce ai “luoghi del cuore”, per valorizzarne le tradizioni e il patrimonio storico-artistico, culturale e paesaggistico. La musica ridisegna così la geografia della bellezza attraverso le vibrazioni delle voci. È linfa vitale per la comunità, un presidio culturale insostituibile che unisce generazioni diverse e costruisce un’identità condivisa. È bisogno di appartenenza e desiderio di generare bellezza collettiva. Il presidente della formazione, Luigi Cantiani, sottolinea così il valore strategico di queste iniziative: «Questi appuntamenti sono occasioni in cui la comunità si riconosce, si specchia e si rinsalda. Abbiamo sperimentato, in queste ed anche in atre occasioni, che dove c’è un coro c’è una comunità che respira, cresce e continua a sognare all’unisono. Cantare insieme per noi significa educarci all’ascolto reciproco, all’armonia e al rispetto dei tempi altrui. In un’epoca contrassegnata dall’individualismo, la corale diventa uno spazio intergenerazionale inclusivo. Al contempo, la musica si fa volano per il turismo culturale: riempire di voci antiche abbazie e borghi significa restituire vita a luoghi straordinari del nostro patrimonio.»

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