Il tempo di tornare a cantare
C’è un momento, all’inizio di settembre, in cui le agende dei cori ricominciano lentamente a riempirsi. Le sale prove tornano ad aprire le loro porte, le cartelline con gli spartiti riemergono dagli scaffali, le voci si cercano di nuovo dopo qualche settimana di silenzio.
È il tempo della ripartenza delle attività corali. Per molti cori, settembre coincide con il ritorno alle prove dopo la pausa estiva. Un appuntamento quasi rituale, che ogni anno porta con sé qualcosa di nuovo: nuovi progetti, nuovi programmi musicali, magari qualche nuovo volto da accogliere e, soprattutto, il desiderio di ritrovare quella particolare dimensione umana che nasce quando tante persone respirano e cantano insieme.
Riprendere le prove significa anche tornare a fare comunità. Significa ritrovare il compagno di sezione, il direttore, il pianista, gli amici del coro. Significa riaprire discussioni su una vocale, una consonante, un ingresso, un fraseggio; sorridere per una battuta sbagliata e concentrarsi per raggiungere insieme quel passaggio che, fino alla settimana precedente, sembrava impossibile.
Ma sarebbe ingiusto pensare all’estate corale come a un lungo silenzio. Non tutti i cori si fermano. Ci sono formazioni che proseguono il proprio cammino anche nei mesi estivi, impegnate in concerti, rassegne, celebrazioni, festival e incontri. Ci sono coristi che trascorrono le serate estive provando in luoghi insoliti, direttori alle prese con repertori e programmi, organizzatori che lavorano dietro le quinte per mantenere viva una stagione musicale. E ci sono cori che, proprio durante l’estate, hanno trovato occasioni preziose per incontrare altre realtà, viaggiare, ascoltare e farsi ascoltare.
La coralità, del resto, non conosce davvero una stagione di chiusura. Può rallentare, cambiare ritmo, assumere forme diverse, ma continua a vivere.
Con questo nuovo numero, Il Cantar Bene desidera accompagnare proprio questo momento: il ritorno alle attività, ma anche la continuità di un movimento corale che non si è mai davvero fermato. Raccontare esperienze, condividere idee, conoscere repertori, incontrare persone e realtà diverse significa contribuire a tenere aperto quello spazio di confronto di cui la coralità ha sempre bisogno. Buone prove dunque, buoni incontri, buona musica e che sia, ancora una volta, la stagione del “Cantare bene”.


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